Girardi Energia - Luce e Forza

Girardi Energia per l’arte, con Giorgio Cugno nel progetto Outflow

Film maker, scultore e attore con una significativa esperienza nel settore del documentario e della produzione cinematografica tout court, fin dagli esordi Giorgio Cugno (Torino, 1979) ha indagato il rapporto tra il documento e finzione.

Nel progetto Outflow, una cinematic installation della durata di circa trenta minuti, l’autore affronta il tema del confine a partire dal potenziale metaforico e narrativo dell’acqua, addentrandosi all’interno di una centrale idroelettrica che esiste solo nella finzione cinematografica, realizzata con immagini di diversi impianti, tra cui le centrali Girardi Energia di Luserna, Bossolin e Valgravio.

Là dove la forza dell’acqua si trasforma in energia, Cugno argomenta una meditazione filosofica sulle relazioni tra uomo e natura, e su di una nozione di confine che trascende l’ambito giuridico per acquisire il significato di metafora della condizione umana.

Nel film, due enigmatiche figure, come in una dantesca discesa agli inferi, accompagnano lo spettatore in un viaggio nel sottosuolo dove le diverse centrali elettriche, situate sui versanti opposti della frontiera, diventano una. La presenza umana è tuttavia solo un espediente narrativo: il luogo che lo spettatore attraversa e da cui fuoriesce sospinto dalla forza propulsiva dell’acqua è esso stesso un organismo vivente e senziente, come in un saggio di fantascienza metafisica.

La macchina da presa viene trasportata dal flusso partendo dal bacino idrico fin dentro le condotte forzate, vere e proprie arterie che discendono all’interno del corpo della montagna fino alle turbine e ai generatori, là dove nasce l’energia elettrica. L’acqua diviene così il tramite metaforico per affrontare il concetto di confine, tanto nel rapporto tra territori di frontiera quanto nella dimensione quotidiana di ognuno di noi.